Fuggite, sciocche!…

tupperwaste

Oggi ho deciso di far valere le mie quote rosa in questo blog e lamentarmi un po’.

Grazie all’Internet, ogni tanto, vengo a conoscenza di cose che succedono nel mondo solo per farmi saltare i nervi, come quando hai fame e il tipo della pizza ti chiama per dirti che arriva con 15 minuti di ritardo. E, ripeto, tu hai fame.

La notizia in questione è una di quelle che, se non fosse per alcuni dettagli, potrebbe passare del tutto inosservata, soprattutto per me: il McDonald’s ha lanciato il Menù Pasta.

Appunto, inosservata. Principalmente perché a me il Mc fa schifo sotto ogni punto di vista e non ci entrerei nemmeno sotto tortura e/o promessa di favori sessuali (vabbé ci penso, al massimo compro solo l’acqua).

Ma qui non voglio parlare delle mie abitudini alimentari (c’è il rischio di perdere molti amici, mi dispiacerebbe) né di tutti gli altri motivi per cui schifo il Mc: c’è altro in ballo.

Nel primo articolo che ho letto sull’argomento, ci raccontano che questo nuovo menù sia stato creato appositamente per le giovani donne che, si sa, sono molto attente alla linea e a evitare di mangiare la merda calorie e grassi. Allora, considerato che tendenzialmente sono sempre in malafede, sono andata a cercare anche altri articoli, e anche quelli confermavano che il Menù Pasta abbia proprio le donne come target favorito.

E quindi ho deciso che sarebbe stato più che lecito regalarmi della sana collera mattutina e pensare che queste categorizzazioni apparentemente insignificanti non facciano altro che alimentare una cultura che non contrasta gli stereotipi di genere, e anzi li fomenta.

Che poi, a parte tutto, siete degli idioti perché una donna a dieta e attenta alla linea la pasta non la mangia, IMBECILLI. E ancora più idioti mi mettete come testimonial Belen che, non solo è argentina e perché mai dovrebbe diventare un simbolo della pasta boh, ma in più credo sia la più detestata dalle donne in assoluto. Mi viene il dubbio che l’ufficio marketing del Mc sia No Global.

Detto questo, l’idea originaria era quella di fare una carrellata di tutti gli spot sessisti e maschilisti che dobbiamo sorbirci ogni giorno e ovunque e che pubblicizzano qualsiasi prodotto mostrando la donna come un’idiota/incapace/casalinga/fragile/volubile/ammaliatrice/macchina del sesso.

Poi, però, è successo altro, e sono stata impegnata a consolare il povero Alemanno (Gianni, te l’avevo detto che con quei 500 euri avresti fatto proprio la figura del poveraccio) e mi sono interessata così tanto alle sue vicende, al suo dolore personale, alla difficoltà che adesso si troverà ad affrontare non sapendo più cosa distruggere, che, ad un tratto, sono inciampata in un’altra notizia di quelle proprio che non sai come reagire.

Mentre Roma regala il meritato riposo a Gianni, qualcuno lassù ha deciso che la famiglia Alemanno non meriti di andare a fanculo  in vacanza per tutta la vita, e bisogna pur che qualcuno mandi avanti la baracca e porti il pane a casa.

E quindi, il buon Angelino, ha deciso di nominare la dolce moglie di Alemanno, Isabella Rauti, come consigliere del Viminale per le politiche di contrasto della violenza di genere e del femminicidio.

Non so proprio come dirlo senza inserirci una volgarità ma comunque ALFANO COSA PORCAMMERDA STAI FACENDO COSA.

Chiaramente la colpa è mia che spero che Angelino faccia scelte assennate o, perlomeno, capisca quel che diavolo stia facendo, mentre la storia dovrebbe avermi insegnato che Alfano è un perfetto imbecille.

La conseguenza è che adesso abbiamo una fascista a occuparsi della violenza contro le donne. Violenza che, mi sembra giusto ricordarlo, si basa su una cultura patriarcale che vede la donna fragile assoggettata all’uomo, relegata in ruoli di cura di figlia, moglie e madre, o come oggetto di piacere a uso e consumo dell’uomo macho italico (ovviamente anche voi maschietti avete i vostri ruoli ben definiti tipo calcio tette birra rutto libero playstation e auto sportiva. Ah sì, e non sapete fare le faccende domestiche perché sono una roba da femmine, però sapete aprire i barattoli perché siete forti).

Uno potrà obiettare: “Beh, ma comunque la Rauti si è sempre impegnata a favore della parità tra uomo e donna…”, certo, secondo la sua ideologia di merda, però.

Ricordiamo che la signora Rauti, oh che cognome evocativo, è stata grande sostenitrice e firmataria della legge Tarzia, che, personalmente, non credo abbia molto a che fare con l’autodeterminazione femminile, anzi.

Ricordiamo anche che la nostra eroina, “per le donne e contro il femminismo”, rimprovera alle femministe di voler sovvertire il mondo a causa delle loro bizzarre idee atte a “scardinare le agenzie educative come scuola e famiglia” e a sostenere addirittura l’aborto, il divorzio e i Dico.

Ma vogliamo scherzare, eh, femministe? Vogliamo davvero lasciare le donne libere di scegliere e abbandonarsi all’immoralità? Cose da pazzi.

No, ma davvero, cosa vorranno mai ‘ste femministe? Perché diamine continuano a fare inutili battaglie per l’uguaglianza di genere?

Forse ha ragione la Rauti, sarà solo esibizionismo, o lagna, o opportunismo politico moraleggiante.

Dai su, basta con ‘sta palla che le donne non hanno pari opportunità. Finitela.

Isabella lo ha detto: siamo salvi, l’Italia è un paese all’avanguardia.

Certo, rispetto allo Yemen.

[S.T.]

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