Vaccini: vi stanno prendendo per il culo.

collodipapero

La settimana scorsa ci sono stati diversi commenti un po’ pepati perché, in un articolo che parlava di tutt’altro, abbiamo citato la questione vaccini. Se posti la parola “vaccino” su Facebook, non importa se inserita in un contenuto che verte su altri argomenti, scatenerai orde di commentatori monotematici, un po’ come se parli di veganesimo, se auguri “buon natale” sul gruppo Facebook dell’UAAR o se posti il nuovo logo della Juventus.

Ora, io sono una persona i cui coglioni girano con estrema facilità. Non ho problemi con opinioni e argomentazioni contrarie alle mie, finché hanno una base logica. La cosa che mi manda fuori dai gangheri sono le mezze frasi poggiate sul nulla e la difesa dell’opinione non informata “perché le opinioni sono tutte uguali”, che lo capite da soli che è una cazzata: se io dico “i maiali volano” non è un’opinione, è una puttanata. Perché? Perché i maiali non volano, è un dato di fatto. Per dimostrarlo potremmo lanciare maiali da una torre gridando “vola!”, ma sarebbe uno spreco. Ora, immaginate che qualcuno vi dica “ma no, i maiali potrebbero volare, non lo fanno perché sono pigri”. Che fate? Arretrate senza perdere il contatto visivo o chiamate l’Unità Ospedaliera di Salute Mentale? Perché, se gli date retta, avete voi un problema.

Adesso, torniamo ai vaccini, e partiamo da un dato semplice: i vaccini sono farmaci. Come per tutti i farmaci, anzi, come per tutti gli interventi sanitari, si parla sempre di rapporto fra rischi e benefici: nel valutare se è il caso o meno di utilizzare un farmaco o un trattamento, si deve tenere conto sia degli effetti positivi che di quelli negativi. Sia i benefici che eventuali effetti collaterali devono essere valutati rispetto a due fattori: l’entità e la probabilità di comparsa. Ovviamente i benefici sono “desiderati”: un dato farmaco è studiato per dare un certo effetto, che porti a un miglioramento della salute del paziente o che prevenga in modo efficiente l’insorgere di una malattia, in modo che il rapporto sia sempre vantaggioso rispetto a eventuali effetti indesiderati, che devono sempre essere “meno” e “meno gravi” dei benefici.

Esempio bischero: un effetto collaterale piuttosto comune dell’aspirina sono i bruciori di stomaco, ma se hai la febbre e ti fa male ogni cazzo di giuntura un’aspirina la prendi, pazienza se hai sfiga e ti brucia un po’ lo stomaco. Perché lo fai? Perché sai che la probabilità che ti faccia stare meglio è altissima, mentre quella di patire effetti collaterali è molto, molto più bassa ed è comunque un’alternativa migliore al malessere. A meno che uno non sia allergico al farmaco, se i disturbi derivanti da febbre, dolori e simili diventano molto fastidiosi non ha senso non prendere un’aspirina. A meno che uno non ci goda a stare male, ma quello è un problema suo.

Dicevamo: l’aspirina. Se siete adulti e avete febbre e dolori, l’aspirina vi farà stare molto meglio. L’aspirina, però, non viene più prescritta ai bambini. Perché? Perché c’è una correlazione fra l’uso del farmaco e l’insorgenza della sindrome di Reye, una malattia ancora poco conosciuta, ma molto grave e pericolosa, che colpisce in tenera età. È una sindrome rara, ma il rischio che il farmaco la scateni è troppo alto rispetto agli effetti dell’aspirina. Rischi e benefici non si equivalgono, in questo caso, per cui l’aspirina, ai bambini, non si può dare.

Nessuno dice che i farmaci non possano avere effetti collaterali. L’aspirina, come abbiamo visto, ce li ha, soprattutto nei bambini, ed è per questo che a loro non viene prescritta. Nel caso dei vaccini, però, gli effetti collaterali sono meno frequenti e meno gravi rispetto ai benefici dell’effetto del vaccino, ossia prevenire malattie le cui complicazioni possono essere molto gravi e ben più frequenti del manifestarsi di effetti collaterali. Pensateci: perché l’aspirina e altre decine di farmaci non vengono somministrati ai bambini perché fanno male, ma i vaccini sì? Vi pare una cosa logica? No, non lo è. La spiegazione semplice è che i vaccini, a differenza di altri farmaci, non hanno effetti collaterali importanti rispetto ai benefici derivanti dalla vaccinazione.

Prendiamo per esempio la difterite: un bambino che prende la difterite ha il 5% di probabilità di morire. Un bambino che prende il vaccino DTP (che peraltro funziona anche contro tetano e pertosse) ha invece il di rischio di convulsioni (seguito da un completo recupero) nello 0,06% dei casi, e di sviluppare un’encefalopatia acuta nello 0,001% dei casi. Il rapporto rischi-benefici è chiaramente molto sbilanciato in favore del vaccino: prendere la difterite, oltre ad essere una brutta gatta da pelare in sé, è estremamente rischioso.

dado

Ho citato l’aspirina, però, per un altro motivo: come nel caso dell’aspirina e della sindrome di Reye, se c’è una correlazione dimostrata fra una malattia e un farmaco, ci sono enti preposti a raccogliere le prove necessarie e a cambiare (o sospendere) le modalità di prescrizione e somministrazione di quel farmaco. Sono decine i farmaci ritirati dal commercio per questi motivi. L’AIFA, l’Associazione Italiana del Farmaco, ha liste di monitoraggio continuamente aggiornate e, su richiesta, fornisce tutti i dati che volete.

Adesso ripetete con me: non c’è correlazione fra vaccini e autismo. Non esiste, se l’era inventata un ex-medico, che era stato pagato da un avvocato per inventarsi quegli studi, che avrebbero fatto da base per una causa legale. Si tratta di vicende ampiamente documentate, ci sono interviste, atti processuali e soprattutto tutti i contro-studi che hanno smontato la falsa teoria di Wakefield, che sono davvero tanti: nessun complotto, nessun mistero, solo una truffa. Se un bambino è autistico, le cause sono altre: quali siano di preciso non è ancora certo, ma è sicuro che non sia colpa dei vaccini.

Vi ricordate l’AIDS? Ci misero un bel po’ a capire da dove veniva, come si trasmetteva e come rallentarne e bloccarne gli effetti. Ora, non è che siano andati a caso: sapevano di sicuro una serie di cose che sicuramente non lo causavano (per esempio sono sicuro che l’aspirina sia stata esclusa quasi subito dalla lista delle possibili fonti di contagio). L’autismo è un argomento vastissimo e ancora nebuloso, è ancora oggetto di studi, ma i passi avanti ci sono: bisogna guardare a quelli, non remare contro alla ricerca.

Capisco che chi abbia casi di autismo in famiglia possa voler trovare nei vaccini la causa del proprio dolore, sostenendo che il bambino o la bambina hanno avuto problemi dopo la somministrazione. Innanzitutto, ovviamente, mi dispiace: sono situazioni spesso difficili che per qualcuno possono essere difficili da gestire. Ma questo non vuol dire che  “dopo qualcosa” equivalga a “a causa di”.

Ve lo spiego con un altro esempio.

“Dopo il disastro in Messico della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon del 2010 sono ulteriormente diminuiti gli esemplari di lupo messicano, tanto che oggi l’animale è a rischio estinzione”. Sembra sensato, vero? Ma non lo è: i lupi messicani sono a rischio a causa della diminuzione delle loro prede naturali, che li spinsero verso i centri abitati portando l’uomo a ucciderne troppi, non c’entra nulla l’incidente della Deepwater Horizon (che è causa di altri problemi, per esempio della morte di pesci e delfini). E non c’entra nulla neanche l’aspirina, di nuovo.

Chiaramente chi viene colpito da una tragedia o da una situazione imprevista e potenzialmente dolorsa cerca due cose: una soluzione e un colpevole. In mancanza della prima, si acuisce il desiderio del secondo: ci deve essere un colpevole, e deve pagare. È una reazione normale. Purtroppo non è sempre così, è una cosa dura da accettare, ma – scusate la brutalità – incaponirsi nel voler dare la colpa ai vaccini rischia di essere una perdita di tempo ed energie. Emotivamente è chiaro che chi vive queste situazioni ha bisogno di tutta la comprensione e il supporto possibili, ma razionalmente è meglio supportare la ricerca, quella vera, in modo che malattie e sindromi ancora poco conosciute diventino sempre più controllabili, risolvibili o, ancora meglio, prevenibili.

Un’altra falsa credenza che può apparire ragionevole è quella secondo cui “troppi vaccini tutti insieme fanno male”, perché in effetti 13 vaccini in un anno sembrano tanti. Ma in realtà ogni bambino avrebbe la capacità teorica di rispondere a molti più antigeni contemporaneamente, senza indebolire o sovrastimolare il sistema immunitario. Com’è possibile? Semplice. I vaccini non sono altro che preparati contenenti una forma inattiva, attenuata o resa inoffensiva del patogeno da combattere (come funzionano i vaccini lo trovate qui). E un bambino entra in contatto con centinaia di migliaia di patogeni, virus e batteri, continuamente: attraverso l’aria, il cibo, le cose che tocca. E i vaccini, a differenza degli agenti patogeni che si incontrano in giro, sono fatti e iper-testati per essere innocui e migliorano col tempo. Quindi i vaccini che un bambino fa in un anno non sono “troppi”, sono quelli che gli servono per non ammalarsi e non rischiare complicazioni anche gravi. Ricordate il rapporto rischi-benefici? Quello. Meglio il vaccino contro il meningococco, che ha effetti collaterali rarissimi e marginali, o la meningite, che uccide nel 10% dei casi e nel 25% dei casi porta a amputazioni, paralisi e danni neurologici permanenti? Chiedetelo a quella campionessa (sportiva, di umanità e autoironia) che è Bebe Vio. Vorrei dirvi che non voglio mettervi paura, ma è proprio così: voglio mettervi paura. Perché stiamo parlando di danni gravissimi evitabili in modo semplice: non vaccinare contro alcune malattie vuol dire prendersi un rischio enorme senza motivo.

Molti tirano in ballo una questione economica: ci fanno vaccinare i bambini per lucrarci su!!1! È una teoria che potrebbe sembrare sensata, dopo tutto le case farmaceutiche, essendo aziende, devono generare profitti. Ma, nuovamente, il binomio vaccini-business viene smentito dai fatti. A parte che i vaccini obbligatori sono gratuiti, In Italia la spesa farmaceutica totale per i vaccini è pari a circa 318 milioni di euro all’anno circa, che sembrano tantissimi ma che sono in realtà appena l’1,4% della spesa farmaceutica totale e il 2,5% della spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Per avere un metro di paragone, ricordate il bruciore di stomaco dell’aspirina? Ecco, per farmaci antiacidi e antiulcera in Italia si spendono oltre mille milioni di euro l’anno, pari al 4,6% della spesa farmaceutica totale. Insomma: i vaccini rendono meno della gastrite. Il “business” del farmaco è altrove, anche perché in realtà curare qualcuno che prende una malattia costa molto di più che vaccinarlo. Se le case farmaceutiche volessero fare soldi facili dovrebbero puntare sul non vaccinare: l’epidemia di morbillo del 2002, che ha fatto anche registrare un picco di casi di polmonite post-morbillosa ed encefalite è costata nove milioni di euro in ricoveri e almeno altri 9 milioni per il resto delle cure. E se dite “vabbé, ma è morbillo, io l’ho fatto e non fa danni” vi vengo a prendere a sberle: secondo l’Oms il morbillo miete circa 140.000 vittime l’anno, e quasi tutti bambini sotto i cinque anni. Sono 15 bambini morti all’ora. È su questo che volete accanirvi?

Ora, possiamo discutere quanto volete sui vaccini e su quali siano da rendere obbligatori (non tutti i vaccini sono uguali), possiamo dibattere sul fatto che un vaccino obbligatorio debba essere gratuito, ma la maggior parte delle critiche mosse ai vaccini, dal numero degli stessi, alla pericolosità, ai costi per i cittadini, sono spessissimo frutto di “sentito dire”, di bufale inventate da pezzi di merda senza scrupoli che vogliono vendervi rimedi naturali inefficaci e costosi lucrando sulle vostre paure e sul vostro dolore, facendovi correre rischi enormi e soprattutto facendoli correre ai vostri figli. Cercate “rimedi naturali morbillo”, per esempio. Secondo uno di questi siti di espertoni del cazzo, per curare il morbillo una volta preso servirebbero euphrasia, stramonium, pulsantilla, gelsemium e sulphur (un modo altisonante di chiamare eufrasia, stramonio, anemone primaverile, gelsemio e zolfo), che sono rimedi erboristici e naturali, ma che vanno usati in preparati omeopatici – quindi col principio attivo praticamente assente. Facciamo due conti, vi va?

Euphrasia, 7,71 € da Farmaline.
Sulphur, 15,00 € da Biovea.
Stramonium, 10,60 € da Lehning.
Pulsantilla, 10,60 € da Lehning.
Gelsemium, 13,15 € da Vivomed.

Quindi: il vaccino, per adesso facoltativo, costa circa sessanta euro a prezzo pieno (ma in molte regioni è gratuito o fortemente scontato) mentre i preparati omeopatici per lenire le pene da morbillo costano… la stessa cifra. Inoltre, dall’800 a oggi, non c’è mai stato nessuno studio che dimostri l’efficacia di questi farmaci. A differenza dei vaccini.

Ditemi un po’, di nuovo, chi è che vi sta prendendo per il culo?

Adesso, per favore, prima di fiondarvi a commentare che sono un servo delle case farmaceutiche, che è tutto un complotto, vi prego: prendetevi un po’ di tempo per pensarci su, leggetevi i link nell’articolo, pensate al numero di farmaci non immessi in commercio o ritirati perché dannosi, pensate al costo dei rimedi “non tradizionali” rispetto a quelli passati o scontati dal Servizio Sanitario Nazionale, leggetevi la storia di Wakefield controllando gli atti processuali, pensate se ha davvero senso un complotto per cui si farebbero più soldi con persone malate, ma in cui si sceglie di investire in prevenzione, e chiedetevi se chi vende rimedi “alternativi” non cerca anche lui un profitto. Fatevi due conti, davvero.

La medicina non è infallibile, le case farmaceutiche sono aziende, il Servizio Sanitario Nazionale è tutto meno che perfetto. È tutto vero. Ma nessuno vi prende per il culo su queste cose, ci sono dati, studi, statistiche, basta avere voglia e tempo di leggerle. La truffa sta altrove, sta nel nutrirvi di sfiducia e paura per farvi comprare roba costosa e inutile che finisce, con ricarichi enormi, nelle tasche di pochi furbi stronzi.

Buona riflessione.

[M.V.]

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Informazioni su Marco Valtriani

Marco Valtriani è l'ignobile ideatore di questo blog di dubbissimo gusto, fa il pubblicitario, l'autore di giochi da tavolo e quello che dà noia. Ha assunto nel tempo diverse identità farlocche al mero fine di trollare il prossimo, non sempre con garbo, spesso con gioia. Per hobby alleva grillini in un casolare di campagna, vendendoli agli alieni e ai poteri forti, e sparge scie chimiche per conto del NWO sugli allevamenti di beagle, come del resto fanno quasi tutti quelli della Ka$t4. Il motto della sua casata è "Hear Me LOL".

157 thoughts on “Vaccini: vi stanno prendendo per il culo.

  1. Articolo interessante e completo.
    Premetto che io sono sostanzialmente contro la medicina e cerco di evitarla il più possibile.
    In questa società di delega, le medicine hanno avuto una facile presa, e ora se ne abusa.
    Possiamo inventare tutte le medicine che vogliamo, ma se non ci prendiamo cura di noi stessi, la mancanza è quella.

    Credo che la scienza sia in continua evoluzione, quindi cerco di non prenderla come certezza, perché domani mi diranno che quello detto ieri non vale più niente.
    E’ vero che se la comunicazione si basa sulla scienza attuale, il mio intervento ha poco valore, ma vabbè, continuo lo stesso.

    L’esempio che ha ulteriormente indebolito la mia fiducia è quello del tetano.
    Ogni bimbo quando nasce ha già una protezione dal tetano, arriva dalla mamma, ancora di più se allattato. C’è un esame per misurare il livello di questa protezione. Recentemente, però, l’esame, da fare privatamente, non fornisce più l’accuratezza necessaria. Servono 2 decimali invece che 1.
    Questa disposizione è stata imposta da chi e per quale motivo?
    Questo è un esempio concreto, ma la mia convinzione è che sia questo il modus operandi.
    C’è un azienda da mandare avanti e servono dei protocolli standard e più veloci e semplici possibili, così si vaccina entro l’anno di età, in un corpo dove il sistema immunitario non è ancora sviluppato.
    Io voglio solo un piano vaccinale più adeguato e attento, ma la tendenza che percepisco non è questa.

    La medicina occidentale sta già studiando come migliorare la propria immagine, e spero ci riusciranno, semplicemente devono curare il paziente considerandolo unico e lasciare un po’ andare i protocolli scientifici per la massa (magari risparmiando sulla corruzione i costi non sarebbero nemmeno tanto maggiori, però i medici dovrebbero tornare a lavorare sul paziente non sul ricettario)

    Spero che questa premessa non distolga dalla mia domanda o dalle mie opinioni (purtroppo non supportate dalla scienza -di oggi-)
    Nell’articolo si trattano quasi tutti gli aspetti che interessano chi ha il dubbio di vaccinare o meno, e alcune informazioni non le sapevo (per esempio l’analisi del giro di affari)
    Però c’è un aspetto che non è stato trattato, io credo fermamente, che alterare il sistema immunitario di tutte le persone in massa, porterà ad una crisi quando i virus e i batteri muteranno.
    – Si possono prendere ad esempio le epidemie negli allevamenti intensivi di animali curati costantemente con medicinali –
    Credo che alterare forzatamente il sistema immunitario non lo renda più forte, ma gli effetti si vedranno durante tutta la vita (tua e dei tuoi figli, ecc…) e difficilmente sono rilevabili da studi scientifici.
    Credo perciò che i vaccini creino una popolazione più debole e questo nel lungo periodo vada a peggiorare il famoso rapporto richio/beneficio, e la natura se ne sbatte dei pro-vaccini e anti-vaccini.
    Ti chiedo perciò, vista la tua disponibilità e competenza sull’argomento, se esistono studi su questo aspetto? Cioè una previsione a lungo termine sui vaccini di massa?

    • “Credo che la scienza sia in continua evoluzione, quindi cerco di non prenderla come certezza, perché domani mi diranno che quello detto ieri non vale più niente.”

      Ecco, no. Non è così che funziona l’evoluzione della Scienza. Quello che arriverà domani espanderà, approfondirà, contestualizzerà ciò che già si sa, non è che lo rimpiazzerà. Nella storia della Scienza si possono probabilmente contare sulle dita di una mano le vicende che si sono svolte come dici tu, e sempre in circostanze estremamente particolari.

      Riguardo alla tua domanda finale, non esistono studi in merito, primo perché sarebbe estremamente difficile disegnare uno studio del genere in modo che sia significativo, e secondo perché non ce n’è di bisogno perché è privo di senso. Mi spiego.
      “alterare il sistema immunitario di tutte le persone in massa, porterà ad una crisi quando i virus e i batteri muteranno.”
      “Credo perciò che i vaccini creino una popolazione più debole e questo nel lungo periodo vada a peggiorare il famoso rapporto ricshio/beneficio,”
      Queste due frasi che hai scritto non tengono conto del meccanismo di funzionamento del vaccino. Il vaccino non “altera” il sistema immunitario, né può indebolire nel lungo termine, per un motivo molto semplice: la vaccinazione segue il principio per cui il sistema immunitario stesso si evolve. Pensi al sistema immunitario come ad un grande database. Ogni volta che l’organismo incontra un patogeno, impara a rispondergli e dopo aver imparato “salva” un record nel database per quel patogeno, in modo da poter rispondere molto più in fretta la volta successiva. Come spiegato nell’articolo, il sistema immunitario di un bambino nel suo primo anno di vita entra in contatto con decine di migliaia di patogeni, e salva quindi decine di migliaia di record. I vaccini semplicemente “insegnano” all’organismo alcuni record specifici in più, che gli potrebbero servire, e parliamo di 5-6 sulle decine di migliaia che incontra nel primo anno di vita. Capirai quindi che se il meccanismo da te descritto di “indebolimento” avesse un senso, sarebbe in atto su scala molto più ampia, e sarebbe in atto con o senza vaccini da decine di migliaia di anni, in pratica ci saremmo già dovuti estinguere.

      In parole povere: il vaccino non fa nulla di diverso da quello che l’organismo farebbe da solo, lo fa solo prima e senza rischi.

    • E’ una questione di stile personale, mi rendo conto, ma lanciare frasi a metà non ha l’effetto di incuriosire un lettore quanto di farle considerare come frasi lanciate lì per dare un tono alla risposta, ma prive di significato (mi riferisco a “In questa società di delega”/”le medicine hanno avuto una facile presa”).
      Credo fermamente che tutti abbiano diritto di parola, ma nessuno abbia il diritto di avere ragione essendo qualcosa che si conquista, alla luce di ciò mi domando che senso abbia comunicare qualcosa che si sappia essere priva di valore ancora prima di iniziare, non avendo l’obbiettivo di accrescere le informazioni su di un argomento o confutarlo.
      La prima domanda che poni ed è leggitima e apre in realtà un discorso sulla difficoltà di reperibilità delle informazioni e la corretta interpretazione di esse, senza annoiarsi a metà della ricerca sostituendo la ragione con la supposizione, specie se immotivata. Le informazioni ci sono e in quest’era sono più che reperibili, viceversa non è detto che siano di facile interpretazione, da qui il fatto di mettere in conto di doversi sbattere a ricercare, se interessa realmente l’argomento.La prima ricerca a caso di un semplice “esame protezione tetano bambino” su google, risponde a tutti i tuoi dubbi, facendoti avere un’idea ben chiara su: a) qualche sia il problema e la tossicità del tetano b) perchè sia necessaria (il mito dei bambini naturalmente protetti alla nascita) c) perchè sia stato modificato il dosaggio nel tempo, con gente che si è posta la stessa domanda a cui dare più o meno credibilità a seconda delle fonti citate.
      La medicina occidentale sta provando non tanto ad essere trendy, ma ad educare coloro che si fanno catturare dal mistero dell’omeopatia, e medicina orientale come se: a) si potesse chiamare medicina b) avesse dei rimedi persi nel tempo. La medicina orientale è iniziata, come l’occidentale, facendo mischioni più o meno a caso, conservando quelli con apparente effetto benefico, mentre l’occidentale ne ha fatto una scienza, stabilindo causa ed effetto (vedo una capra che lecca la corteccia di salice, sta meglio, vedo che si applica anche all’uomo, una volta bollita la corteccia -> scopro l’aspirina).
      Non prendere queste premesse come un attacco personale, quanto alla controargomentazione di idee comunemente condivise (e la scienza di oggi è l’unica che abbia valore, come sarà la scienza di domani, domani).

      La domanda che poni, te la poni sulla base di cosa? Perchè per certi versi viene coperta dall’esempio dei maiali volanti e di come sia irrilevante esplorare la possibilità del volo, non presentando alcun esempio che lo renda reale.
      Viene anche coperta parzialmente dal discorso tra rischio e pericolo, per cui una ipotetica ed ingiustificata crisi data da virus e batteri mutati in qualche modo viene resa irrilevante da cifre medievali di morte nel non avere la copertura di vaccini che abbiamo ora. Nello specifico basta vedere in questi tempi quella che è la percentuale di ritorno di alcune patologie che si pensava debellate, per la moda di non credere a qualcosa di appurato scientificamente.

    • Dire “sono contro la medicina e cerco di evitarla più possibile” è una minchiata patologica. Probabilmente intendevi dire “cerco di non assumere medicinali perchè non mi fido” che è tutta un’altra affermazione al pari di “mi taglio l’uccello per dare fastidio alla mia ex che mi ha mollato”.

      Il tuo sistema immunitario non lo mantieni “vergine/forte” se non assumi medicinali o vaccini: è una credenza sciamanistica (se va bene).

      La realtà è che l’uso degli antibiotici negli animali da allevamento tende ad accellerare l’evoluzione dei batteri, che da moscerin fastidiosi diventano gorilla incazzati da 400 kg, quindi quando arrivano nel tuo sistema immunitario non hanno comunque problemi, anzi hanno pure la strada spianata perchè preferisci sucare forte invece che prendere farmaci.

      ps: gli antibiotici non servono contro i virus.

    • Procurarsi una generazione successiva più resistente alle malattie significa lasciare morire i più deboli e questa è non cosa che eticamente non si fa più da… da… Sparta. Facciamo tutto quello che possiamo contro virus che se non trovano terreno si estinguono. Essere resistente contro malattie che non ci sono più non ti rende… migliore. Invece potremmo avere un nuovo Mozart o Einstein che però sarebbe stato falcidiato dalla pertosse se non vaccinato.
      Oppure cominciamo sterminando i down che sono più soggetti a malattie.

  2. Grazie, davvero un bell’articolo. Fa piacere vedere che esiste ancora qualcuno in grado di usare la testa per fare dei ragionamenti logici e non solo per appoggiarci sopra buffi cappelli.
    Continua così.

  3. Ottimo articolo! Leggendo la parte “Adesso ripetete con me” mi è venuto in mente di creare questa vignetta/meme: http://s3.postimg.org/vn0kbr4dv/Robin_Batman_Spiderman.jpg Purtroppo c’è molta ignoranza a riguardo. Anche sull’omoepatia, che spesso viene confusa con la fitoterapia (che ha basi scientifiche e principi attivi riconosciuti, anche se spesso abbastanza blandi da funzionare solo per malanni minori). L’omeopatia la consiglio in alte dosi contro tuba di Eustachio beante e cistite, circa 3 litri al giorno aiutano a tenerle lontane. Ma invece di comprare costosi preparati omeopatici, conviene usare quello che esce dai rubinetti (se è buona) o in normali bottiglie dell’acqua al supermercato o ai distributori che si stanno diffondendo. Anzi, credo che l’acqua in bottiglia/del distributore/del rubinetto sia più sana di quella dei preparati (che poi sono solo acqua, se è “vera” omeopatia.. se contengono qualcosa di vero è fitoterapia).

  4. Premesso che ho vaccinato mia figlia, faccio un appunto da matematico, sulle parti dove sono riportati numeri relativi alla questione rischio/beneficio. Non è corretto paragonare la percentuale di probabilità di morte che ha un bambino che ha preso la difterite (5%), con quella di rischio convulsioni (0,06%) piuttosto che di encefalopatia (0,001%) di un bambino all’atto del vaccino. Per ponderare equamente il rischio/beneficio, si deve considerare innanzitutto la probabilità che ha un bambino (che vive in Italia, non in situazioni di degrado) di contrarre la difterite; non ho numeri ufficiali, ma se supponiamo che tale percentuale sia del 10% (penso prorpio che sto sparando alto), è su questa che poi si deve applicare il citato 5% di probabilità di morire: il 5% del 10% risulta lo 0,5%. Quindi quello 0,06% e quello 0,001% di probabilità rispettivamente di convulsioni e di encefalopatia, va soppesato sulla base di uno 0,5% di proababilità di morte causata da difterite. Se poi invece la probabilità di contrarre la difterirte dovesse essere dell’1%, lo 0,5% scenderebbe allo 0,05%, perfettamente paragonabile al rischio convulsioni.
    Ciò detto, ho aspettato che mia figlia pesasse 5 Kg prima di vaccinarla, perché lasciando stare l’autismo (che considero una bufala lapalissiana) e le altre correlazioni con varie malattie, è un dato oggettivo che il Ministero della Sanità pubblichi delle tabelle in cui indichi come pericolosissima l’assunzione d’alluminio (in rapporto al peso) per ogni individio, compresi i neonati, e parallelamente approvi vaccini che contengono una quantità d’alluminio di 5 volte superiore a quella considerata come pericolosissima. Valutando che i vaccini di 10 anni fa contenevano mercurio, ed allora lo stesso Ministero li considerava sicuri (oggi li ha banditi), io e mia moglie ci siamo fatti venire dei ragionevoli dubbi e, appunto, abbiamo atteso che nostra figlia raggiungesse un peso che rientrasse meglio in quelle tabelle di rischio. Nel frattempo abbiamo ridotto al minimo l’esposizione della piccola al rischio contagio, evitando tutti i posti sovraffollati, primi fra tutti i centri commerciali.

    • Sui calcoli delle probabilità matematiche di contrarre la difterite non credo ci sia nulla da obiettare, ma per un quadro completo bisognerebbe tenere in considerazione anche un altro aspetto: ovvero che la difterite è poco diffusa PROPRIO perché la maggioranza della popolazione è già vaccinata. Gli individui vaccinati non sono più vettori della malattia, proteggendo quindi per estensione anche chi non si è vaccinato.
      Questa protezione estesa verrebbe meno se fasce maggiori della popolazione non vaccinassero i propri figli.
      Questo per dire che il problema oltre una certa soglia non riguarda più solo la scelta del singolo, ma ha ripercussioni ben più vaste.

      Come al solito le raccomandazioni bovine (come le mie) valgono per i bovini. Chi ha testa e si informa un po’ può già farsi i suoi calcoli ragionati su come e quando vaccinare i figli, ma l’importante è vaccinarli.

      • No, non sono sicuro, non sono medico, ma ti riporto i commenti (da verificare) dei medici con cui sono entrato in contatto.
        È anche ragionevole: il patogeno che non attecchisce in un organismo non può sopravvivere a lungo, quindi potrebbe non superare la fase di incubazione e avere molte meno possibilità di diventare infettivo.
        Non è lo stesso per una persona non vaccinata.
        Sto andando a braccio, ma mi sembra che il ragionamento sia comunque sostenibile sulla base delle conoscenze condivise.

  5. Vi ricordo che L’obbligo del vaccino per l’epatite B (presente nell’esavalente e facente parte dei 4 obbligatori di legge) venne approvato tramite tangente da 600 milioni di lire rivolta al ministro della Sanità in carica in quel periodo, Francesco De Lorenzo ed al responsabile del settore farmaceutico del ministero, Duilio Poggiolini, tale azione venne eseguita dall’azienda Glaxo-SmithKline, che in quel periodo era l’unica produttrice del vaccino Engerix B.[5]

    e che i rischi/benefici del vaccino non sono esattamente quelli riportati sul bugiardino (che nessuno presidio asl ti rilasci dopo aver inoculato la medicina a tuo figlio) ma sono questi:
    https://docs.google.com/file/d/0B-jYsdHZuRhCVXZUbFFlUzdfNGM/edit

    ignorare è umano, documentarsi prima di parlare di “aspirine” e “lupi” è dovere

  6. Ci sarebbe molto da discutere personalmente, magari davanti a un piatto di minestra, giusto per mettere a confronto i rispettivi giramenti di coglioni.
    Vorrei solo dirti che mi sembra che tu citi statistiche “ufficiali” (prese dal web?) che spesso sono pesantemente condizionate da chi le gestisce.
    Un dato su tutti: la farmacovigilanza sugli effetti secondari dei vaccini è totalmente succube di un meccanismo di totale omertà.
    Un esempio molto pratico: bambino che esegue il richiamo del trivalente (MoRuPar) ed il giorno successivo (ribadisco, IL GIORNO SUCCESSIVO) sviluppa una grave vasculite sistemica.
    Viene portato all’ospedale pediatrico Gaslini (ribadisco, OSPEDALE PEDIATRICO GASLINI) per accertamenti e cure del caso (cortisone a dosi massicce).
    I genitori richiedono (come è giusto e sacrosanto che sia) che venga attivata una segnalazione di farmacovigilanza verso il vaccino. Risposta: “NON E’ STATO IL VACCINO a causare la reazione autoimmune”. Punto, non si discute (e non si segnala).
    I vaccini sono una grande conquista della Medicina e una notevole opportunità, ma a mio modesto avviso vengono gestiti secondo criteri scientificamente grossolani e dogmatici (vedi l’uso scriteriato dei richiami senza valutazioni preventive di copertura), e sinceramente mi delude che una persona che si dichiara completamente “super partes” citi solo fonti e statistiche che potrebbero invece essere di parte.
    Comunque su questo argomento ti invidio: è bello avere solo certezze…

    • Domanda, Lei crede di avere più competenze di un medico nel correlare la diagnosi di vasculopatia al vaccino di per sè? Con quale titolo di laurea?
      La ringrazio già per la risposta, sarei molto curiosa di capire attraverso quali fonti lei cita a correlazione della vasculopatia con il vaccino di per sè.

      • Risposta: io sono un medico (con la laurea in Medicina e Chirurgia).
        Potrei citarLe in quali e quanti modi attualmente conosciuti una risposta antigenica può innescare una reazione autoimmune, ma mi limito a ricordarLe che in Medicina Legale (e probabilmente anche secondo altre vie della giurisprudenza) il principio di causa-effetto secondo una sequenza temporale logica è già di per se elemento dirimente.
        Spero di aver risposto alle Sue domande.

  7. Premetto che mi curo con la farmacopea tradizionale (ho fatto la chemio e non Di Bella), ho due dubbi.
    1) Montaigner sostiene che i vaccini, in combinato con gli antiinfammiatori posso essere la causa scatenante di un autismo preesistente: cosa significa questo?
    2) Montanari e vari studi asseriscono che i vaccini utlizzati sono molto contaminati da inquinanti a causa della pessima preparazione. Cosa ne pensi?

  8. Tutti primari di immunologia quà, hm?
    Come tutto il resto del corpo umano, il sistema immunitario è come un muscolo: può essere allenato o flaccido, dipende da noi. Prendere la tachipirina al primo starnuto equivale all’andare sempre in macchina e non muovere mai un muscolo. Alla lunga le gambe si atrofizzano e quando poi ti servono, se fai 10 metri sei stanco. Spero l’esempio sia chiaro. Questo non vuol dire non curarsi, ma farlo unicamente quando i sintomi sono davvero importanti.
    Quanto ai vaccini (sospirone) vaccinare un bimbo di 4 messi con 13 ceppi è un atto insensato. Occorre procedere gradualmente e quando è necessario. Il sistema immunitario del bambino è incompleto fino a circa 7 anni di età, quindi idealmente bisognerebbe vaccinare dopo.
    Senza parlare di vaccini tipo epatite B – tasmissibile unicamente per via sessuale – che non hanno senso per un bimbo di 4 mesi.
    Come sempre glie stremismi fanno male. Occorre conoscere e poi decidere di agire in modo sensato. Nessuno dice di non vaccinare mai, ma solo di farlo al momento giusto.

    • Lei è immunologo? Perché nel caso lo fosse sarei interessata a capire le motivazioni di quello che ha scritto. Non mi pare proprio che i nostri neonati vengano tenuti in un campo sterile fino ai 7 anni di età perché “il loro sistema immunitario non è completamente formato”. A questo punto meglio fargli prendere la pertosse a 6 mesi piuttosto che vaccinarlo, o almeno questo sembrerebbe apparire dal suo ragionamento. Oppure magari una bella meningite, o il morbillo.
      Appunto perché il sistema immunitario del neonato/infante non è maturo, è molto più probabile che si ammali e che abbia delle complicanze.
      Cordialmente, una studente di infermieristica vaccinata nei tempi che prevedeva l’ASL Lombardia 20 e passa anni fa.

    • L’epatite B si trasmette per via sessuale, per via parenterale classica (trasfusione di emoderivati, scambio di siringhe, punture accidentali) e per via parenterale inapparente (spazzolini da denti, rasoi, forbicine) nonché per via placentare da madre affetta (per fugare ogni dubbio, fonte è il Moroni-Manuale di malattie infettive). Quindi no, non si trasmette solo per via sessuale. Contrarre l’epatite B vuol dire avere un maggior rischio di sviluppare un’epatite cronica, la probabilità di sviluppare un’epatite cronica piuttosto che acuta è correlata all’età di contrazione dell’infezione, più sei piccolo, meno efficiente è l’attività del tuo sistema immunitario, quindi maggiore è il rischio di non riuscire ad eradicare il virus (siamo intorno all’80-90% per i neonati, al 50% per i bambini tra 1 e 5 anni). L’epatite cronica B porta allo sviluppo di cirrosi, e sorvolando sulle implicazioni di avere un fegato che non funziona (prima fra tutte una compromissione della qualità della vita, ascite, edemi, compromissione del meccanismo di coagulazione in caso di sanguinamento, formazione di varici a livello dell’esofago che se si rompono rischiano di far morire il soggetto a causa dell’eccessiva perdita ematica, alterazioni dello stato di coscienza), la presenza di cirrosi porta ad un maggior rischio di sviluppo di epatocarcinoma. Di epatocarcinoma si muore. Per questo si vaccinano i bambini contro l’epatite B. Per questo se il neonato nasce da madre affetta si somministrano alla nascita immunoglobuline nel bambino dirette contro il virus, per evitare che questo replichi in un soggetto che non è in grado di difendersi.
      I vaccini stimolano il sistema immunitario, non lo deprimono né indeboliscono, gli fanno vedere prima del tempo ciò contro il quale deve prepararsi a combattere cosicché possa essere già pronto al momento dell’esposizione. Tra i vaccini obbligatori che vengono somministrati a 3 mesi ci sono quello contro la difterite e il tetano.
      Dal punto di vista epidemiologico sono più suscettibili alla contrazione e sviluppo della difterite i bambini tra 6 e 12 mesi, allo sviluppo della pertosse i bambini sotto i 5 anni di età. Per questo vengono vaccinati a 3 mesi, non per sadismo, ma per proteggerli in una fase in cui il sistema immunitario non è ancora sufficientemente maturo per farlo. Gli altri due vaccini obbligatori che vengono somministrati a 3 mesi sono quello contro l’epatite B, per i motivi sopra detti, e quello per il tetano, mediato da una tossina la cui spora che lo veicola può rimanere vitale per anni nel terreno. Siamo stati tutti bambini, trovo più crudele non far giocare un bambino con la terra piuttosto che fargli un’intramuscolo a 3 mesi.
      Il vaccino 13valente per lo pneumococco è un vaccino che viene somministrato a 3 mesi per mezzo di un’unica somministrazione (non 13) per 3 volte a distanza di 2 e 6 mesi. 13valente vuol dire che copre 13 ceppi di pneumococco, i più frequentemente implicati nello sviluppo di patologie severe. Lo pneumococco, soprattutto nel bambino e nel soggetto anziano perché dotati di un sistema immunitario più debole, causa polmonite e, visto è di moda parlarne di questi ultimi tempi, meningite. Si muore, sia di polmonite che di meningite. E non è obbligatorio vaccinarsi contro lo pneumococco, è fortemente consigliato per i motivi sopra detti.

    • Esatto, tutti primari di immunologia, compreso lei. Che contesta un calendario che spalma le vaccinazioni ed i richiami (4 mesi? 13 ceppi? a me risulta che a 3 mesi si faccia l’esavalente e al max il meningococco B, come da piano vaccinale nazionale, vedi a pag. 9 di questo http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2017&codLeg=58583&parte=1%20&serie=null) secondo studi svolti sul funzionamento del sistema immunitario di un bambino, non in base al proprio, personale, “buon senso”. Io non sono primario di immunologia, ma credo che chi se ne occupa di mestiere non abbia tirato un dado a 12 facce per determinare a quale mese di vita vaccinare. Anzi, ho fiducia in ciò e nel fatto che tra il mio buonsenso e le sue motivazioni ci siano di mezzo minimo 10 anni di studio più la pratica.

  9. BRAVO (a metà)

    I vaccini si devono fare!!
    E’ più probabile uscire di casa e ammazzarsi in macchina piuttosto che avere una conseguenza grave a seguito di un vaccino “sfortunato”.
    Vanno fatti!! Vanno fatti!! Vanno fatti!!
    Non c’è da avere paura!! Facciamo vaccinare i nostri bambini!!

    Ora parliamo del tuo approccio. del tuo giudizio impietoso sulle povere famiglie. Altro che “difficile situazione da gestire”.

    Dici :

    Un bambino che prende il vaccino DTP (che peraltro funziona anche contro tetano e pertosse) ha invece il di rischio di convulsioni (seguito da un completo recupero) nello 0,06% dei casi, e di sviluppare un’encefalopatia acuta nello 0,001% dei casi.

    Ora parlami di questo 0,001% che sfortunatamente si prende l’encefalopatia acuta e che in seguito all’encefalopatia i medici gli refertano una lesione al cerebro (poi autismo, sindrome di west etc).

    Scrivi a proposito delle famiglie “Capisco che chi abbia casi di autismo in famiglia possa voler trovare nei vaccini la causa del proprio dolore”, facendo poi l’esempio del lupo messicano, denotando scarso rispetto per l’intelligenza di queste famiglie, scarsa conoscenza di queste situazioni, in quanto per te è la stessa cosa la “stupidità” di chi crede che il lupo si estingua a causa di un disastro ecologico nell’oceano e chi vede il proprio bimbo soffrire le pene indicibili di una encefalopatia acuta a pochi mesi di vita, che magari gli provoca lesioni permanenti al cerebro e che (mannaggia) tutta questa brutta situazione se la ritrova refertata da più medici e anche luminari degli anni ’70? Vero che oggi non trovi più nessuno che referta una cosa così, che ha il coraggio di metterlo nero su bianco anche se lo pensa, ma ti assicuro che te lo lodicono ancora a denti stretti.

    Ora, io sono d’accordo con la tua “nobilissima” mission (un po’ inflazionata, ma non basta mai) di sostenere che i vaccini vanno fatti, ma lascia stare le famiglie che sanno veramente di cosa stanno parlando. Te hai figli? Tutti sani? Sei medico e/o quando leggi un referto tendi a prenderlo per buono come fanno quasi tutti i genitori? Non ti rendi conto neanche un po’ dello shifo di paragone che hai fatto quando contronti la stupidità umana con la ragione di chi ha dei referti medici “datati” ma che ancora sono lì! Referti che ora che la giustizia potrebbe risarcire le famiglie, necessitano la conferma di altri medici “moderni”, ma che ora non hanno più il coraggiodi scrivere niente perchè temono le conseguenze professionali?

    Ora, che sia illogico non vaccinare, che sia una pazzia non farlo, non ci piove, sono con te, bisogna sostenere le campagni pro vaccinazioni. Farlo in questo modo, scrivendo queste cose, si contribuisce a ostacolare ogni possibilità per le famiglie di richiedere risarcimenti allo stato. E’ da stronzi. Ecco, magari approfondendo gli esiti di quello 0,001% degli sfortunatissimi casi e evitando di dire puttanate sulle famiglie che “vogliono trovare nei vaccini la causa del proprio dolore” faresti un lavoro più equilibrato e forse, non prenderesti i “brovo” solo da chi giàla pensa come te, ma effettivamente faresti un lavoro più importante. Ma a voi blogger cazzo ve ne frega? Bisogna scrivere cose che piacciono, senza troppe complicazioni che poi non vi leggono più…

    Quindi, bravo a metà, l’altra metà, sei un idiota.

    baci.

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