Roma non è Parigi, ma avete pure rotto il cazzo

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“La cultura è un grande antidoto alla violenza”.

L’ha detto il presidente Mattarella che, vista la situazione italiana, è un po’ come quando il papa dice “il denaro è lo sterco del diavolo”, vera satira: “fa ridere perché è vero”.

La lingua batte ancora dove il dente paga, gli attentati di Parigi sono vicini e, se paura non c’è, rodimento di culo invece sì. I commenti e le soluzioni possibili a questo male umano e civile arrivano come una canzone degli Stash and the Kolors: nonostante la pulizia della bacheca di Facebook, nonostante il cavo staccato della TV e la radio spenta, è come l’influenza, passa sempre il ragazzino stronzo che ti starnutisce sulla pizza.
Solo che qua sono ragazzini fino ai settant’anni, e la solita musica di merda è quella che recita la pura xenofobia o il revisionismo culturale, andando da “tutti quelli che non sono esattamente come me sono un pericolo per me” a “la religione non è sintomo di pericolo, possiamo integrare tutte le religioni”.

Well… no.

C’è un problema con la percezione di ciò che abbiamo intorno, dalla paura del cambiamento che ci rende così conservatori che se ci proponessero il teletrasporto lo vorremmo “come ce lo faceva nonna”, all’idea che tutto possa e debba adattarsi alla nostra idea di come le cose debbano essere.

Ad esempio, la religione.

“Islam non vuol dire violenza”. Be’, Islam non vuol dire violenza se il musulmano di turno ne ignora un’ottima parte e si comporta ad una via di mezzo tra l’Islam e la civiltà. Lo stesso per i buonissimi cristiani che credete di essere, che lo siete nella proporzione in cui un cane possa considerarsi un Fortunadrago.

La bibbia parla con estrema chiarezza di ciò che potete e dovete fare, dal non mangiare maiale e crostacei, al non vestire stoffe diverse, al far sposare le figlie stuprate, all’ammazzare con una certa violenza una quantità di persone.

Bene, se non fate queste cose, non siete cattolici. Punto.

Inutile che andiate a promulgare le regole del Fight Club se non avete mai tirato un pugno.

Il fatto che ignoriate il 99% della religione che vi hanno attribuito, ma di cui vi fate volontari alfieri, non cambia la sostanza della religione stessa, e tra voi e chi ammazza in nome di dio, uno qualsiasi, sappiate che ha ragione lui.

Coerenza, si chiama. Darsi delle regole e seguirle. Fare delle dichiarazioni ed agire di conseguenza.

Quindi “il vero Islam” non è quello che non ammazza. Quello che prega in ginocchio e non mangia maiale è musulmano quanto lo sono io che sono astemio, e tu cristiano che ti limiti a… no, in effetti a noi della religione c’è rimasto solo di dare i soldi al Vaticano e rompere il cazzo al prossimo riguardo la sua vita privata, ci credo che poi non riusciamo a capire chi della propria religione ne fa una cosa seria.

Ogni vero religioso è un terrorista.

O come mi chiamate il dire ai bambini che se non obbediscono andranno all’inferno bruciando per l’eternità nel dolore infinito?

Siamo una burla, in tutto, anche nella cultura, ecco perché oggi abbiamo tutto questo rigurgito di odio e questo imbarazzante blocco dello sviluppo, siamo ignoranti come fette di pecorino lasciate al sole.

E sì, dice bene Mattarella, ci vuole la cultura, che è anche educazione: alla distinzione tra giusto e sbagliato, all’abitudine a spiegare e capire il perché qualcosa sia giusto o sbagliato, e capire quando stiamo impegnando la nostra vita per ottenere qualcosa o quando andiamo a morire per far ottenere qualcosa a qualche ricco signore.

Ogni mente sana sa che dietro alla guerra c’è sempre il denaro, e così dietro ogni gruppo organizzato, talvolta persino dietro al singolo, ma c’è bisogno di una molla per convincere la gente ad ammazzare e farsi esplodere, una molla caricata a deficienza, una molla creata e sostenuta da tutti quelli che dicono che “non è la religione il problema, ma l’uso che se ne fa”. Bene, siamo nel 2015, voliamo, abbiamo la realtà virtuale ed esploriamo pianeti, direi che la religione è un problema che non c’è più un utilizzo buono, se mai c’è stato. E se c’è qualche idiota la cui vita è sì triste da voler ricorrere al soprannaturale, sarà il caso di seguirlo, con aiuto professionale, e riportarlo tra i vivi.

Per lo più invece qui, dal fare i kamikaze, ci salvano la pigrizia e l’egoismo, ma a parte quello non è che siamo tanto più svegli, sia chiaro. Il fatto di essere italiani non ci rende Da Vinci o cuori del Risorgimento, ci rende anzi il doppio colpevoli perché da Da Vinci e dal Risorgimento partivamo e siamo arrivati due passi più indietro.

Noi, non abbiamo scuse.

 

[D.C.]

 

 

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