Vi chiedo solo di pensarci un secondo.

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punkgiorno

“Scare up some hope, you’re gonna need it just to cope. You are the decision, numbers don’t lie: when you bite the dust, was it for purpose or for trust You’ll never relive it, think before you die. Yeah, think! Think before you die.”
Bad Religion – Before you die

Gira in queste ore la notizia di un bambino di sette anni in lotta fra la vita e la morte per una banale otite, successivamente arrivata fino alle pareti cerebrali perché lasciata libera di degenerare dai genitori del piccolo, che hanno curato il figlio solo con l’omeopatia. La prima reazione che avrei di fronte a una notizia del genere, nonostante la mia tendenza a empatizzare con chi soffre – e quindi coi genitori del bambino, che spero ormai si siano resi conto della mastodontica cazzata che hanno fatto – è quella di bestemmiare durissimo e chiedere la revoca di diritto di voto, cittadinanza, diritti civili a chi crede ancora nella balla dell’omeopatia, e il carcere duro e a vita per tutti quelli che la promuovono e vendono.

Vorrei afferrare per un orecchio chi ha scritto e mandato in onda l’orrendo “spot” pro-omeopatia a Ballarò e sbattergli il naso sul comodino a fianco del piccolo ricoverato, chiedendogli se adesso è contento e soddisfatto. Vorrei prendere a calci nel culo tutti i cazzo di produttori di palline di zucchero finché non sputano l’intestino. Davvero. Ma non servirebbe a nulla e non è quello che m’interessa.

Mentre mi auguro che il piccolo ricoverato ad Ancona si salvi senza conseguenze, e che i genitori capiscano dove e quanto hanno sbagliato e rischiato, mentre non riesco a non incazzarmi come una bestia con tutti coloro – politici, operatori sanitari, blogger, giornalisti, artisti – che continuano a guadagnare voti, soldi, click e popolarità con la balla dell’omeopatia, sulla pelle di gente che semplicemente si fida, non ha le competenze per capire o ha semplicemente paura (facendo rischiare la vita a un bambino, cazzo!), mentre penso tutto questo mi viene solo una cosa in mente: chiedere un favore a chi ancora crede nell’omeopatia, nell’antivaccinismo, nella magia e nelle pseudoscienze.

Intanto, scusate la brutalità, due parole sull’omeopatia.

Non funziona.

Anche se vi sembra che vi allevi il mal di testa o l’ansia, anche se vostra zia dice che a lei ha calmato i bruciori di stomaco, non funziona. Quello è effetto placebo. Ma l’omeopatia, dati alla mano, non funziona: si tratta di una una pratica di pseudo-medicina – ossia di una cosa che sembra medicina, ma non lo è – basata sui principi formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann nella prima metà del XIX secolo. Un tizio che pensava che un farmaco funzionasse meglio se lo percuotevi con la bibbia, non proprio un esempio di rigore scientifico ed equilibrio mentale

Da allora, nessun tentativo di dimostrare la sua efficacia ha avuto successo.

Si basa su un principio che non può funzionare, per motivi ovvi, ossia, fatta semplice, che più si diluisce qualcosa in acqua distillata più questo preparato sarà potente. Pensateci: meno principio attivo mettete, più il “preparato” funziona. Vi pare normale? Avete mai bevuto un thé o un caffé annacquato? Pensate che diluirlo ulteriormente renderebbe più “forte” la bevanda?

Tanto che i “preparati” omeopatici non sono farmaci e non possono essere chiamati farmaci, perché sono sostanzialmente acqua e zucchero. Ci sono rimedi (erboristici e fitoterapici) che, per quanto blandi, hanno degli effetti, ma si basano tutti su principi fisici e chimici “reali” (per esempio, se io prendo una pastiglia di melatonina, dentro c’è una quantità sufficiente di melatonina perché questa influenzi il mio organismo). I preparati omeopatici, per la logica che sta dietro all’omeopatia, funzionano al contrario: se c’è abbastanza principio attivo, il preparato è meno potente. Delirio puro.

Ma non voglio smontare l’omeopatia, l’ha già fatto gente più competente di me, anche con guide molto semplici.

Voglio solo invitarvi a fare una cosa nobile: studiate. E con “studiate” intendo proprio partendo dalle basi. Comprate un bel libro di logica e ripassatevi le regole base del pensiero razionale. Imparate cos’è e come funziona il metodo scientifico, così capirete sia i successi che i fallimenti della medicina. Studiate la storia, ripassatevi le basi delle varie scienze, come la biologia, andate a leggervi la storia delle scoperte scientifiche e dei miliardi di progressi che ha fatto l’umanità. Quando non capite qualcosa, quando non siete sicuri, chiedete a qualcuno che ha studiato quell’argomento, leggete libri scritti da esperti e divulgatori e non da sedicenti tuttologi. Non fidatevi di chi vi dice che c’è un complotto, che la realtà è insabbiata: la scienza funziona, e anche se non è rassicurante come le panzane – esistono mali che non possono essere curati, ogni terapia può presentare dei rischi, non c’è quasi mai un modo per essere sicuri al 100% di qualcosa – almeno impara dai propri errori, progredisce, si evolve. I ciarlatani e gli imbroglioni invece sono sempre uguali: vendono facili speranze basandosi sulla nostra paura e sulla nostra ignoranza. Che non è un insulto, badate bene: ammettere di non sapere una cosa è normale e volerla imparare è molto saggio, anche se spesso è faticoso.

Se non muoriamo più di peste a bordo strada, rosi da topi e vermi, non è grazie all’omeopatia. Se la setticemia e le infezioni sono occorrenze rare e ormai esistono cose chiamate “operazioni chirurgiche di routine” non è grazie all’astrologia. Se possiamo sostituire arti amputati, se possiamo guarire da molti tumori, se stiamo trovando la cura per malattie fino a oggi incurabili, non è grazie alle preghiere. È grazie alla scienza.

Studiatela. Quella vera. Capitela e apprezzatela, perché se siamo qui, e se siamo qui a discutere su internet su cosa è giusto e cosa è sbagliato, è soprattutto grazie al progesso scientifico e tecnologico.

Sperando che non accada mai, ricordatevi che se starete male, o se staranno male i vostri genitori, o i vostri figli, l’ultima cosa che vorrete sarà fare un errore come quello che hanno fatto i genitori del bambino ricoverato ad Ancona.

Pensateci, vi chiedo solo questo.

[B.K.]

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