Facciamo due conti.

Oggi ci sarebbe l’imbarazzo della scelta. A partire da Ashton Kutcher e gli effetti della dieta fruttariana, passando per l’avvocato Alberto Sarra, invalido superpagato che non potrebbe lavorare ma si candida alle elezioni e gioca a basket con gli amici, e andando a finire in mezzo agli orgasmi di Feltri, pronto a mollare il padrone per votare Grillo.
Situazioni che fanno nascere domande importanti.
Se mangi solo frutta ti ritrovi una banana fra le mele: gli alberi sono dunque vendicativi?
Un ruolo da guardia tiratrice può portarti a conoscere una guardia carceraria?
Se Feltri che dice che ti vota si può parlare effettivamente di diffamazione?
Domande che non troveranno risposta, perché mi tocca di parlar d’altro.

Infatti ultimamente è tornata a impazzare sul web la bufala grillina dell’Islanda, entrando a pieno nel mirino della rubrica.
Vi spiego la bufala in due parole, ribadendo come l’intera vicenda non faccia altro, per quanto mi riguarda, che confermare il fatto che Grillo parla per slogan, manipolando i dati a suo uso e consumo, e coprendo con un sottile velo di “viva la revoluciòn” un cumulo di roba che odora di colon.

Io di economia non ne so granché, più o meno quanto un comico credo, però a scuola ho fatto geografia. L’Islanda è un terzo dell’Italia, conta 318.452 abitanti contro gli oltre 60 milioni dell’Italia, fa tanto freddo, sarà per quello che lavorano, tanto che l’Islanda ha un pil che fa spavento, rispetto al nostro. E fin qui ci siamo. E poi c’è il Debito Pubblico.
Il Debito Pubblico dell’Islanda è circa 10 miliardi di euro.
Il Debito Pubblico dell’Italia è quasi 2000 miliardi di euro.

Scoprite con me le 1.990.000.000.000 piccole differenze, che rendono difficoltosa l’applicazione dello stesso modello economico.
La soluzione è a pagina 46.

Che poi, banalmente, non è vero che l’Islanda ha rinunciato ai prestiti del Fondo Monetario Internazionale, e non è vero che non pagherà il proprio debito (che, ricordiamo, è di un altro ordine di grandezza rispetto a quello italiano): l’Islanda i suoi debiti li pagherà, l’unica cosa che non pagherà sono i debiti rispetto ad alcuni creditori esteri della Icesave (una banca privata), che peraltro non sarebbe comunque tenuta a pagare. Spiegazione estesa qui. Cioè, state inneggiando a qualcosa sulla base di notizie smontate e rimontate ad arte (tenendo dei pezzi fuori), relative a una scala economica inapplicabile al nostro paese. Avete intenzione di continuare a lungo?

Capisco la rabbia, capisco la sfiducia verso una classe politica che ha fatto e continua a fare troiài inverecondi. Ma che una persona razionale e intellettivamente normodotata, di fronte a certe uscite, sia disposta a illudersi così nonostante l’assoluta evidenza della matrice populista e del tenore complottista di tutte ‘ste prese per il culo, è una cosa che proprio non riesco a capire.
Ci vediamo in parlamento, in su, di fianco o in diagonale.

[M.V.]

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